Comitato civico Corropoli

luglio 14, 2009

T.V.B. – Ti Voglio Bere

Filed under: Ambiente, Rubiamo... le idee! — gemmamichetti @ 10:24 am

logo ti voglio bere

Ecco un bel progetto da sposare!

T.V.B. Ti voglio bere è il nome del progetto per il risparmio idrico e la valorizzazione dell’acqua della rete che il Centro Studi Ambientali di Torino  ha realizzato in diverse strutture scolastiche,  pubbliche amministrazioni e strutture turistiche.

Il progetto è nato per ridurre i consumi idrici e valorizzare l’acqua del rubinetto, per incentivare la piccola rivoluzione del bere l’acqua della rete nel paese che  detiene il record mondiale di consumo procapite di acqua imbottigliata. I benefici di un cambiamento tanto piccolo sono di grande portata: riduzione dei rifiuti in plastica, dell’utilizzo di petrolio, delle emissioni di CO2 in atmosfera nonché delle spese familiari (circa 260 euro all’anno per una famiglia di tre persone)

L’acqua della rete inoltre  offre un’estrema sicurezza, perché:
viene controllata periodicamente dalle Asl con analisi chimiche e microbiologiche
ha un contenuto salino medio (residuo fisso) adatto al consumo umano giornaliero
ha una durezza (concentrato di calcio e magnesio) sempre idonea al consumo umano alimentare.

T.V.B. Ti voglio bere è nato e cresciuto all’interno delle scuole, ma col tempo ha trovato anche nuove sedi in cui svilupparsi e nuovi destinatari a cui rivolgersi: le strutture di competenza delle pubbliche amministrazioni, così come i locali pubblici (bar e ristoranti) e le strutture turistico- ricettive (dai rifugi agli alberghi). E dalle sedi, ne è anche uscito, per scendere in piazza, durante manifestazioni pubbliche rivolte ai cittadini e alle scolaresche. Perché T.V.B. è un investimento per tutti: economico ed ambientale.

T.V.B. ha vinto il Premio nazionale Pianeta Acqua 2008, sezione Educativa, promosso dal Forum Nazionale per il Risparmio e la Conservazione della Risorsa Idrica.

Maggiori informazioni sulla realizzazione e consigli pratici per le famiglie si trovano sul sito sito T.V.B

Noi alleghiamo i risultati raggiunti nelle scuole – RISULTATI SCUOLE PIEMONTE

Perché non facciamo anche noi?

luglio 11, 2009

18 luglio – Manifestazione a Pescara per l’Abruzzo libero dal petrolio

Filed under: Ambiente — gemmamichetti @ 5:18 pm

volantino manifestazione pescara 18 luglio 2009

Il 14 luglio a Mosciano per discutere della deriva petrolifera abruzzese

Filed under: Ambiente — gemmamichetti @ 5:14 pm

Incontro pubblico petrolio mosciano 14 luglio

giugno 26, 2009

La deriva petrolifera abruzzese. Stato dell’arte

Spesso, negli ultimi tempi, mi è capitato di sentire discorsi in cui si sosteneva che non esiste una situazione di reale pericolo di petrolizzazione dell’Abruzzo o di sentire che il petrolio è necessario al progresso e porta ricchezza ai paesi in cui viene estratto.

In merito al primo punto allegherò alla fine di queste poghe righe una mappa delle concessioni abruzzesi, visivamente molto chiara e un dossier prodotto da Legambiente che riassume i dati relativi al nostro territorio, in modo che chiunque lo desideri possa farsi un’idea più chiara. Sinteticamente mi limito a riportare che la geografia degli idrocarburi copre oggi il 49,11% della regione, coinvolge 221 comuni (47 in provincia di Teramo) e l’80% della popolazione. Non è pertanto assolutamente vero che il problema è limitato al centro oli di Ortona. Sicuramente una raffineria è più pericolosa e inquinante di una serie di pozzi, ma l’estrazione e lo stoccaggio espongono comunque i residenti a molti rischi, fosse anche solo per la profondità a cui si trivella (la tecnologia consente oggi di trivellare fino a 7000 m) che richiede l’utilizzo di sostanze chimiche altamente inquinanti o per il rischio di incidenti. Il petrolio abruzzese è un petrolio ricco di zolfo che difficilmente può essere trasportato e necessita di desulfurizzazione in loco (anche perché la raffineria di Falconara non è in grado di provvedere a tale processo). Se Ortona non ospiterà più il centro oli con molta probabilità dovremo trovare altre aree disposte a farlo. Ne sapremo certamente di più all’inizio del 2010 quando sarà scaduta la moratoria che attualmente impedisce alle multinazionali del petrolio di procedere e, finalmente, la Medoil Gas, la Petrolcetic e l’Eni, potranno dare seguito ai piani di lavoro in Abruzzo già preannunciati.

Per quel che concerne la ricchezza che il petrolio può portare ad una regione consiglio vivamente a tutti una gita a Viggiano in Basilicata o la visione di qualche filmato su you tube relativo alla Val d’Agri.  Perché la Basilicata rappresenta il caso più eclatante di quanto male si possa fare alla salute, alla sicurezza e all’economia di una regione scegliendo un “modello di crescita” basato sul petrolio. I petrolieri, per loro stessa ammissione, come riportato sul sito dell’irlandese Petrolcetic scelgono l’Italia per le vantaggiosissime condizioni economiche e politiche. Le royalties che sono chiamate a versare sono pari al 7% contro l’80% imposto da altri paesi (come la Norvegia e la Libia), i programmi di lavoro sono discrezionali, facile l’acquisizione dei permessi.  Per questo scelgono di investire in paesi in cui la qualità del petrolio è così scadente, perché è più facile che farlo in paesi in cui il rispetto delle normative sull’emissione di sostanze inquinanti è più rigido e le royalties sono molto più elevate.

I processi di lavorazione del petrolio, oltretutto, sono altamente automatizzati e richiedono uno scarso investimento in risorse umane. Né lavoro, né soldi, quindi, a compensare il rischio per la sicurezza e la salute dei cittadini.

Vorrei, infine, porre l’accento sul futuro del nostro territorio. Quando si fanno scelte di destinazione economica così importanti si modifica il volto di una regione. Si sacrificano gli investimenti nel turismo, nelle produzioni agricole di qualità, i successi raggiunti nel settore vitivinicolo per consegnare alle generazioni successive un territorio improduttivo e impoverito. Quando saremo costretti ad andare in vacanza per respirare meglio o a comprare olio, grano e miele da regioni più lungimiranti saremo probabilmente meno grati alla classe politica che ha deciso per noi quale dovesse essere il modello di sviluppo più appropriato.

A tal proposito, ricordo che è in discussione alla Camera, in questi giorni, il decreto legge 1441 TER C, che qualora approvato senza modifiche sostanziali, così come sembra si appresti ad essere, toglierà alle amministrazioni locali il potere di decidere in materia di destinazione energetica e sarà allora il governo centrale ad imporre pozzi, raffinerie e centrali nucleari su tutto il territorio nazionale, in barba all’articolo 117 della Costituzione, alla convenzione di Aahrus e a qualche precedente legge nazionale volta a tutelare l’interesse e la capacità di decidere delle comunità locali.

Dossier Idrocarburi Legambiente

Effetti della petrolizzazione – Comitato per la difesa dei beni comuni

Mappa delle concessioni

giugno 23, 2009

Cambia! La produzione di rifiuti è segno di inciviltà.

Filed under: Ambiente-Rifiuti — vittoriodigiacinto @ 12:29 pm

Cambiare si può, alcuni dati per capire cosa ci accade intorno, partendo dalla nostra piccola realtà Provinciale.

Negli ultimi anni l’incremento degli imballaggi, dell’aumento dei consumi,  ed infine la trasformazione dei consumi, ha fatto si che siamo arrivati ad una “produzione” procapite pari a 540 kg.

Di fatto i costi della raccolta e smaltimento ammontano a 34,50 euro al quintale, le maggiori conseguenze però sono dovute ai danni ambientali duplici: primo le merci si spostano da luoghi lontani a discapito della qualità e della freschezza dei prodotti, nonchè a discapito dei lavoratori sottopagati o costretti a turni e situazioni poco dignitose, secondo il danno irreparabile delle discariche 5 in provincia di Teramo con situazioni paradossali sotto sequestro, piene, con la costrizione di dover portare fuori i rifiuti, con ulteriori costi di trasporto e aggravi vari.

Una soluzione, o almeno una proposta di soluzione c’è  (benvengano altre), si tratta di un impianto di separazione biomeccanico, un esempio si trova a Venelago in provincia di Treviso, la separazione dei rifiuti permette di recuperare le materie prime quali; vetro, plastica, cartone,  infine una macchina permette tramite estrusione di recuperare quelle plastiche miste non recuperabili, il tutto evitando di creare disagi ai cittadini nella separazione dei rifiuti, ed evitando diversi tipi di cassonetti.

Per creare equità tra i cittadini è però opportuno creare un sistema che quantifichi il peso dei rifiuti prodotti procapite e non in base ai metri quadri.

Purtroppo, l’impianto bisogna di un bacino di utenti ampio, qualsiasi privato capace di costruire l’impianto (con dati certi sul guadagno che l’impianto da)  necessita della garanzia che il territorio smaltisca i rifiuti presso l’impianto stesso, quindi occorre che le istituzioni abbiano la volontà politica, per cui il messaggio è rivolto all’unione dei Comuni della Val Vibrata, alla Provincia di Teramo, alla Regione Abruzzo, è tacito che l’imprenditore si impegna a ritirare i rifiuti del territorio ad una tariffa al di sotto del prezzo di mercato, lo scrivente nella sua ignoranza, crede che il quadro sia chiuso senza motivazione alcuna per non realizzare i suddetto impianto.  bottiglie-plastica

giugno 22, 2009

La deriva petrolifera in Abruzzo

Filed under: Ambiente — vittoriodigiacinto @ 10:02 am

47756Il petrolio, spesso fa dei danni all’ambiente, si consiglia alle persone di farne un uso parsimonioso.

giugno 21, 2009

Prova categoria Pro Loco

Filed under: Pro Loco — vittoriodigiacinto @ 8:54 pm

Prova

Prova categoria personale

Filed under: Personale — vittoriodigiacinto @ 3:15 pm

Prova

giugno 19, 2009

Prova categoria scuola

Filed under: Senza categoria — vittoriodigiacinto @ 11:04 pm

prova

Prova categoria cultura

Filed under: Cultura — vittoriodigiacinto @ 10:54 pm

Prova

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